Fondata, secondo la tradizione, da un gruppo di Romani naufragati sulle nostre coste, Ravello, nel corso del Medioevo, conobbe un periodo di forte espansione economica, grazie ai fiorenti traffici con l'Oriente, batteva moneta propria e contava circa 37.000 abitanti. Era, inoltre, conosciuta come "la città delle cento chiese" e numerosi ed interessanti sono i reperti che sono affiorati dal sottosuolo, durante alcuni scavi.
Il toponimo deriverebbe da "rebellum" (ribelle) o, più poeticamente, dal latino post-classico "res bella" (cosa bella). Ravello è universalmente considerata una delle più affascinanti città al mondo: sono in media 200.000 le persone che ogni anno vi si recano per ammirare le sue bellezze, la sua antica opulenza, le sue ville ed i suoi monumenti, semplicemente passeggiando tra le sue pittoresche stradine ed i suggestivi sentieri romani.
Ravello è uno dei più antichi centri turistici d'Italia: dalla sua invidiabile posizione, domina tutta la Costiera Amalfitana con vedute e scorci fra i più belli al mondo. è assolutamente consigliabile un'escursione attraverso gli antichi sentieri romani, che collegano tra loro tutti i paesi della Costa d'Amalfi, snodandosi dalla montagna e fino al mare; lungo il cammino è possibile ammirare vestigia romane, chiese paleocristiane (come quella stupenda di Sant'Eustachio), monasteri, cappelle rupestri, antiche cartiere, il tutto immerso in una natura lussureggiante.
Scoperta e frequentata da lord inglesi sin dai primi anni dell'Ottocento, Ravello è stata sempre meta di un turismo elitario, di persone amanti del bello, della tranquillità, della musica e delle passeggiate, a stretto contatto con una natura ridente ed incontaminata. Conosciuta ed apprezzata già nel Medioevo dal Boccaccio, che vi ambientò una delle più belle novelle del "Decamerone", Ravello è stata la musa ispiratrice di molti scrittori ed artisti di fama internazionale: Pasolini, che qui iniziò le prime riprese del film omonimo, Wagner, che "scoprì il giardino magico di Klingsor" a Villa Rufolo, Gide, che vi scrisse "L'Immoraliste", e D.H. Lawrence, che compose parte de "L'amante di Lady Chatterly". Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, Ravello divenne, per un certo periodo, il fulcro della vita politica italiana, in concomitanza con il trasferimento del re d'Italia e della sua corte presso Villa Episcopio (già residenza estiva della casa Reale) e proprio qui Vittorio Emanuele III decise di abdicare in favore del figlio Umberto. In seguito, sempre a Villa Episcopio, la famiglia del Presidente John Kennedy trascorse un intero mese, ospiti dello Stato Italiano.
Ravello è da sempre la meta preferita e discreta di attori, scrittori, musicisti e pittori.